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Disobbedienti
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I mwbqDisobbedienti sono stati un movimento della mwbgsinistra extraparlamentare, attivo dal 2001 al 2004. Il movimento prendeva il nome dalla pratica della disobbedienza sociale.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
In seguito alla collaborazione delle mweqTute Bianche al mwegGenoa Social Forum in occasione del mwewG8 di Genova, nel novembre 2001 venne fondato il Laboratorio della Disobbedienza Socialecite-ref-1[1]. Oltre alle Tute Bianche, il movimento dei Disobbedienti comprendeva diversi centri sociali, la mwgaRete del Sud Ribelle di mwgqNapoli, la mwggRete Rage di Roma e molti militanti dei mwgwGiovani Comunisticite-ref-onlinelibrary-wiley-com-2-0[2]cite-ref-3[3], l'organizzazione giovanile del mwjaPartito della Rifondazione Comunista (PRC) che per un periodo cambierà il nome in Giovani Comunisti - Disobbedienticite-ref-4[4]. Nonostante i rapporti politici intavolati con lo stesso PRC e i mwkqVerdi, il movimento dei Disobbedienti rimane mwkgextraparlamentare e impegnato nelle azioni dirette.
Come movimento prende parte a molte mobilitazioni di rilievo come quelle contro la riforma dell'mwmqArticolo 18 e contro la mwmgguerra in Iraq e l'mwmwEuropean Social Forum di Firenze nel 2002.cite-ref-journals-openedition-org-5-0[5]
La radicalizzazione del movimento da una parte e l’avvicinamento del PRC al centrosinistra dall’altra portano alla crisi della relazione dei due soggetti, che di fatto "divorziano" alla fine del 2004, determinando la fine dell'esperienza dei Disobbedienti.
Dopo lo scioglimento
Una parte del movimento proseguirà nella creazione di reti di centri sociali, istituzioni di "welfare dal basso" e intervento "molecolare" sui territoricite-ref-onlinelibrary-wiley-com-2-1[2]cite-ref-onlinelibrary-wiley-com-a-6-0[6] con l'esperienza della mwrwCoalizione dei Centri Sociali, legata al network globalproject.info che ha il suo nodo più importante nel Nord-est.
I centri sociali autogestiti maggiormente attivi nell'area sono: il C.S.O. Pedro di Padova, il C.S.O. Rivolta di Marghera, il Laboratorio Occupato Morion di Venezia, il Laboratorio Climatico Pandora di Venezia, il C.S. Bocciodromo di Vicenza, il C.S.A. Arcadia di Schio, il Laboratorio Occupato Insurgencia e Mezzocannone Occupato di Napoli, il L@P Asilo 31 di Benevento, il C.S. Django di Treviso, il C.S.A. Bruno di Trento, il C.S.A. Sisma e il C.S.O. TNT nelle Marche.
Nel 2012 l'intero nodo romano di Global Project è uscito dal network e ha lanciato nel novembre dello stesso anno il sito dinamopress.it. Gli spazi occupati legati a questo network sono mwtaESC Atelier Autogestito, mwtqCSA Astra, mwtgCommunia, mwtwSPA Strike, mwuaCinema Palazzocite-ref-7[7].
Nel 2015 anche i centri sociali mwvgmwvwTeatro Polivalente Occupato (TPO) e mwwaLàbas di Bologna hanno abbandonato il network globalproject.info.
Ideologia e pratiche
Il movimento dei Disobbedienti non ha avuto una struttura formalizzata ed è stato per lo più definito da una comunanza di influenze ideologiche e dall’accettazione di una serie di pratiche. Sul piano ideologico i Disobbedienti sono influenzati dallo mwwwzapatismo e dal post-operaismo, in particolare dalle elaborazioni di mwxqNegri e Hardt da cui vengono tratti concetti-chiave come impero, moltitudine ed esodo costituente in opposizione ai concetti tradizionali di mwxgimperialismo, mwxwclasse e mwyarivoluzionecite-ref-onlinelibrary-wiley-com-2-2[2]cite-ref-journals-openedition-org-5-1[5]cite-ref-8[8].
La pratica della disobbedienza sociale, intesa come "l'insieme possibile dei comportamenti anti-produttivi, estendendo l'insubordinazione contro la legge del valore e del dominio, per conseguire nuovi diritti e soddisfare i bisogni negati" si differenzia dalla mwbgdisobbedienza civile per la legittimazione all'uso della forza per autodifesa oltre la mera disobbedienza ad un divieto normativo. Una delle caratteristiche distintive dei Disobbedienti rispetto al resto del movimento antagonista è la rappresentazione piuttosto che la pratica dello scontrocite-ref-journals-openedition-org-5-2[5]cite-ref-onlinelibrary-wiley-com-2-3[2]. Nello scontro politico con Fausto Bertinotti i Disobbedienti sostengono che la disobbedienza sociale superi la dicotomia tra violenza e mwdwnon-violenzacite-ref-onlinelibrary-wiley-com-a-6-1[6].
Stampa e media
Il movimento dei Disobbedienti fa riferimento a Globalproject.info, una piattaforma multimediale d'informazione nata nel 2002 sull’onda del mwfgMovimento No-Global e del mwfwG8 di Genovacite-ref-9[9].
Note
cite-note-11. ↑ mwigmwiwmwjaDisobbedienza sociale subito, su mwjqdigilander.libero.it. mwjgURL consultato il 12 novembre 2019.
cite-note-44. ↑ mwswmwtamwtqGiovani Comunisti: quale politica? quale identità?, su mwtgmarx21.it. mwtwURL consultato il 12 novembre 2019 mwua(archiviato dall'mwuqurl originale il 13 giugno 2024).
cite-note-onlinelibrary-wiley-com-a-66. ↑ mwzw(mw0amw0qEN) Nicola Montagna, mw0gmw0wThe making of a global movement: cycles of protest and scales of action, in mw1aThe Sociological Review, vol.mw1q 58, n.mw1g 4, 1º novembre 2010, pp.mw1w 638-655, mw2aDOI:mw2q10.1111/j.1467-954X.2010.01944.x. mw2gURL consultato il 12 novembre 2019.
cite-note-77. ↑ mw3gmw3wmw4aChi Siamo, su mw4qDINAMOpress. mw4gURL consultato il 20 dicembre 2022.
cite-note-88. ↑ mw5gmw5wmw6aQuestioning while walking: the ‘disobedient movement’, and the centro sociale revolta in Italy (mw6qmw6gPDF), su mw6weprints.mdx.ac.uk. mw7aURL consultato il 12 novembre 2019 mw7q(archiviato dall'mw7gurl originale il 12 novembre 2019).
cite-note-99. ↑ mw8gmw8wmw9aProgetti Editoriali | Tele Radio City s.c.s. onlus, su mw9qteleradiocity.it. mw9gURL consultato il 19 dicembre 2022.
Bibliografia
• Gianmarco De Pieri, Piero Despali, Massimiliano Gallob, Vilma Mazza, Claudio Calia (a cura di). mw-gGli autonomi. Vol. 9. mw-wI «padovani». Dagli anni Ottanta al G8 di Genova 2001, Roma, DeriveApprodi, 2021.
Voci correlate
• mw-wFatti del G8 di Genova
• mwaqeGenoa Social Forum
• mwaqmGiovani Comunisti/e
• mwaquMovimento no-global
• mwaqcRadio Sherwood
• mwaqkTute Bianche